Le migliori (e le peggiori) VPN per le applicazioni torrent e di condivisione file P2P

Published by on gennaio 11, 2018 in I più letti, VPN e Privacy

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Per stabilire quale sia la migliore VPN per le applicazioni torrent dobbiamo prima stabilire quali criteri utilizzare per metterle a confronto. Chi usa torrent o altri client di condivisione file, è interessato principalmente a tre cose: velocità di download elevata, privacy e nessun limite sulla quantità di dati utilizzabili. Per questo abbiamo deciso di prendere in considerazione i seguenti fattori:

  • sicurezza
  • politiche di utilizzo dei log
  • limite sulla larghezza di banda
  • velocità

La cifratura è un processo attraverso il quale soggetti terzi non possono visualizzare le attività di chi utilizza una VPN. Nella situazione ideale una crittografia forte si affianca a un protocollo di trasmissione sicuro. Questo è il motivo per il quale abbiamo analizzato principalmente il protocollo OpenVPN che utilizza l’algoritmo AES a 256 bit. Come detto, la cifratura fa sì che gli ISP (Internet provider) non possano vedere le attività di rete degli utenti. Ulteriori vantaggi in termini di sicurezza sono forniti dalle funzioni di kill switch e di protezione contro i DNS leak.

Una VPN sicura deve anche essere “logless”, ovvero non deve registrare alcuna informazione sulle attività di rete. Questo tipo di informazioni possono essere statistiche sulle prestazioni, che possono essere usate successivamente per migliorare il prodotto, o dati riferiti a ciò che state vedendo o scaricando. Nella situazione ideale il provider non registra alcun dato di questo tipo, mettendolo anche al riparo da tutti i tipi di attacchi che hanno l’obiettivo di costringere la società a rivelare informazioni sui propri clienti.

Alcune VPN pongono dei limiti sulla quantità di dati scambiati o sulla banda utilizzata e riducono la velocità di download, o lo sospendono del tutto, una volta raggiunta una certa soglia. I torrent normalmente utilizzano una quantità di dati molto elevata per cui è meglio evitare questo tipo di VPN.

Una volta verificato che non ci siano limitazioni sul quantitativo di dati, possiamo testare con precisione la velocità di download. Per fare questo, Comparitech ha scelto di scaricare lo stesso file tre volte al giorno, da tre server diversi situati in località diverse, per ognuna delle VPN da testare. Ovviamente non è stato possibile testare ogni singola VPN presente sul mercato, ma abbiamo comunque analizzato un numero significativo di quelle più veloci.

Infine, per questo tipo di applicazioni, è preferibile utilizzare le VPN che forniscono un indirizzo IP condiviso. Ciò significa che il vostro IP sarà lo stesso di altre decine o centinaia di persone, aggiungendo così un ulteriore livello di sicurezza al vostro anonimato e rendendo ancora più difficile tracciare le attività.

Senza aggiungere altro, ecco le nostre VPN preferite.

1. ExpressVPN

ExpressVPN Italian

ExpressVPN è dotata di server situati in 78 Paesi diversi, è caratterizzata da una velocità di download elevata e utilizza la cifratura AES a 256 bit. Nel suo pacchetto sono incluse varie applicazioni, tutte di ottima qualità, che sono disponibili per un ampio numero di dispositivi come Windows, Mac OSX, Android, iOS, alcuni router Wi-Fi, e Linux (CLI). È un’ottima scelta per tutti coloro che vogliono una VPN semplice da utilizzare, in quanto non richiede di avventurarsi in impostazioni o settaggi complicati e garantisce comunque elevata sicurezza e anonimato. ExpressVPN non salva alcun log sull’utilizzo della rete ed è situata nelle Isole Vergini Britanniche, un Paese dove non ci sono leggi che impongono la conservazione dei dati di traffico Internet. È dotata anche della funzione kill switch che evita che i dati vengano inviati sulla rete non crittografata quando cade la connessione. Il protocollo VPN di default è OpenVPN, ma si possono scegliere alternative valide come L2TP e SSTP. Tutti i server, infine, supportano il P2P.

Trovate la recensione completa qui: recensione completa ExpressVPN.

Aggiornamento del Dicembre 2018: potete provare ExpressVPN senza rischi per 30 giorni con la possibilità di ottenere un rimborso se non siete soddisfatti del servizio. Inoltre cliccando su questo link potete avere ulteriori 3 mesi gratuiti inclusi nel pacchetto annuale, il che rende il prezzo mensile estremamente competitivo.

2. IPVanish
IPVanish discounted plans

È molto difficile fare meglio di IPVanish riguardo al numero di server disponibili ai quali connettersi. IPVanish è una delle VPN più famose a livello globale, considera la privacy come una delle caratteristiche principali ed è stata realizzata proprio pensando alle applicazioni torrent. A differenza di ExpressVPN non registra alcun log, nemmeno i log di connessione che vengono a volte usati per risolvere dei problemi. Sia il protocollo L2TP che OpenVPN, utilizzano una cifratura a 256 bit. IPVanish fornisce un indirizzo IP condiviso ed è persino dotata di una funzione attraverso la quale l’utente può cambiare il proprio IP ad intervalli di tempo regolari, ad esempio ogni 60 minuti. La velocità è molto buona e non vi sono limitazioni di banda. IPVanish sceglie appositamente alcune nazioni, come ad esempio l’Olanda, tra quelle migliori per le attività di P2P (approfondiremo questo argomento più avanti).

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3. NordVPN

NordVPN Italian

Questa società, con sede a Panama, non registra né i log di connessione né quelli di traffico. Utilizza per default il protocollo OpenVPN con cifratura AES a 256 bit. Offre anche l’opzione della doppia crittografia e il cosiddetto “Tor over VPN” (ovvero il traffico viene inviato prima sul server VPN e poi sull’onion router). La velocità è ottima anche se non è sempre costante. Nelle impostazioni è possibile attivare sia la protezione contro i DNS leak che il kill switch. Anche NordVPN utilizza un IP condiviso e non pone alcun limite sulla larghezza di banda. Inoltre consente esplicitamente l’utilizzo delle applicazioni torrent. Ogni piano, infine, include un proxy, una chat cifrata e delle note cifrate che si autodistruggono.

A questo indirizzo trovate la recensione completa di NordVPN. Aggiornamento del 9 dicembre 2017: NordVPN ha un’offerta di fine anno grazie alla quale si può ottenere uno sconto del 77% sul piano di abbonamento biennale (cliccando sul link il codice per lo sconto verrà automaticamente inserito, appena prima del pagamento). Approfittando di questa promozione il costo mensile si riduce a soli $3,29 al mese.

4. Private Internet Access
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L’interfaccia grafica di Private Internet Access è totalmente diversa da quella di ExpressVPN e IPVanish, ma anche questa VPN fornisce un buon livello di sicurezza e una velocità più che accettabile, anche se leggermente inferiore alle due VPN citate in precedenza. PIA non è tra le più semplici da utilizzare ma ha il vantaggio di avere varie impostazioni e configurazioni a disposizione. Tra queste, la crittografia a 256 bit e altre impostazioni di sicurezza utili, come la funzione kill switch che blocca immediatamente il traffico di rete nel caso si interrompa la connessione alla VPN. Tutto questo fa sì che il vostro indirizzo IP e qualsiasi altra informazioni identificativa non vengano mai rivelate su una rete pubblica. Inoltre PIA non registra alcun log e fornisce una banda dati illimitata.

Trovate la recensione completa qui: recensione completa PIA. Oppure potete accedere direttamente al sito Internet ufficiale.

5. AirVPN
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Si tratta probabilmente della VPN meno intuitiva da utilizzare, nonché di quella dotata del numero più elevato di funzioni di sicurezza. Include infatti: routing DNS, VPN attraverso Tor, porte alternative e tunneling SSH e SSL. L’unico protocollo disponibile è OpenVPN, con crittografia a 256 bit. Le chiavi di crittografia, già molto forti, vengono aggiornate ogni 60 minuti per una sicurezza ancora maggiore. Non registra alcun log, né di traffico né di connessione. Nelle impostazioni è possibile attivare sia la protezione contro i DNS leak che il VPN kill switch. Anche AirVPN utilizza gli IP condivisi. La velocità di download, pur non essendo eccezionale, si attesta su un livello superiore alla media. Si tratta di una buona VPN ed è davvero un peccato che sia il sito che le applicazioni siano così poco intuitive.

A breve verrà resa disponibile la recensione completa di AirVPN.

6. Buffered buffered servers and connected

Buffered ha server in Olanda e in altri 36 Paesi. Gli utenti di questa VPN godono di velocità eccellenti, della crittografia a 128 bit e della possibilità di poterla utilizzare su più dispositivi contemporaneamente, fino ad un massimo di 5. Le varie applicazioni, tutte semplici da usare, sono disponibili solo per computer Windows. Quindi, tutti coloro che sono interessati ad usare torrent su un dispositivo mobile devono configurare i server di Buffered VPN utilizzando un’app OpenVPN realizzata da una terza parte. Buffered include la protezione contro i DNS leak ma non i kill switch. Sia la larghezza di banda che i dati scambiati sono illimitati.

Su questa pagina potete leggere recensione completa di Buffered o sfruttare la possibilità di ottenere un rimborso entro i primi 30 giorni.

Le VPN da evitare

Le VPN gratuite di solito non sono la scelta migliore per le applicazioni torrent. Poiché queste applicazioni utilizzano molta banda, la maggior parte delle VPN gratuite proibiscono qualsiasi attività di scambio dati di tipo P2P. Altre VPN invece, pur consentendole, non offrono la sicurezza necessaria o hanno delle limitazioni sulla quantità di dati. Quando si parla di servizi gratuiti, si suole dire che “se non paghi il prodotto è perché TU sei il prodotto”. Una VPN infatti non è semplicemente un software ma un servizio che richiede continuamente risorse e manutenzione.

TotalVPN, CyberGhost, TunnelBear, e HideMe sono leggermente più affidabili ma presentano comunque limitazioni sulla velocità e sui dati, aspetti che non le rendono adatte ai torrent. TunnelBear e VPNGate (una VPN pubblica gratuita), invece, vietano esplicitamente il P2P.

Abbiamo escluso dal nostro articolo molte delle VPN a pagamento. PureVPN, VyprVPN, HideMyAss, Overplay, e SaferVPN non sono state prese in considerazione a causa della loro politica di utilizzo dei log, mentre IronSocket and BolehVPN, a causa delle performance scadenti.

Hola

Fornitori di VPN non affidabili potrebbero addirittura arrivare a registrare i dati personali dei propri abbonati per poi rivenderli ad altri soggetti. In passato è accaduta una cosa simile, quando Hola, una VPN pubblica israeliana, è stata scoperta a rivendere la banda dei propri utenti. Inoltre essa è stata fortemente criticata per essere stata poco trasparente riguardo al modo in cui rendeva ogni utente un nodo di rete, invece di ospitare i propri server VPN dedicati.

VPNGate

VPNGate è un progetto fantastico, nato negli ambienti accademici del Giappone, che ha l’obiettivo di aggirare la censura di Internet per tutti coloro che vivono in regimi totalitari. Utilizza una rete gestita da volontari sparsi in tutto il mondo, che forniscono server relay VPN. Tuttavia VPNGate scoraggia le attività di condivisione file P2P, in quanto rallenterebbero la rete eccessivamente e mantiene log trimestrali sull’utilizzo dei dati, per monitorare eventuali abusi o attività illecite.

IronSocket

IronSocket non registra alcun log, ma le attività di scambio dati P2P sono vietate sulla maggior parte dei server. Questi server sono in grado di bloccare efficacemente tutte le connessioni P2P e quindi, anche se i log non vengono salvati, le vostre attività vengono sempre monitorate.

Leggi qui la recensione di IronSocket.

Considerazioni legali sulle applicazioni torrent

Anche se negli ultimi anni torrent è diventato sinonimo di violazione di copyright e di pirateria informatica, la tecnologia su cui si basa non è illegale. Infatti esistono molti torrent perfettamente legali che vengono usati regolarmente, come per esempio per SXSW e per tutti i media di dominio pubblico.

Tuttavia se utilizzate siti come ThePirateBay, uTorrent, o KickassTorrents, è probabile che il contenuto che state scaricando sia illegale. In questi casi si configura un illecito civile e le autorità governative possono comminare una multa. Può anche accadere che un provider Internet, o chi detiene il copyright, possa minacciare o intraprendere azioni legali. Per quanto sia improbabile che una casa discografica decida di portarvi in tribunale, questa potrebbe tuttavia richiedere un risarcimento per i danni subiti.

A seguire riportiamo un breve riassunto delle leggi vigenti in alcune nazioni relative all’uso dei torrent.

Stati Uniti

Negli Stati Uniti è illegale scaricare materiale protetto da copyright. Molti provider Internet adottano la regola delle tre infrazioni (three-strikes) quando scoprono che un utente sta utilizzando i torrent in modo illegale. Tutto ciò che non è protetto da copyright si può invece scaricare in modo totalmente lecito.

I detentori del copyright spesso utilizzano i cosiddetti “copyright trolls”. I copyright trolls sono persone o società specializzate che registrano gli indirizzi IP di coloro che utilizzano i torrent, allo scopo di inviare loro, successivamente, ingiunzioni di pagamento danni. Essi sono stati preventivamente autorizzati dal detentore del copyright a citare in giudizio gli utenti a proprio nome. Occorre tuttavia ricordare che un indirizzo IP, da solo, non è sufficiente ad identificare una persona da un punto di vista legale, per cui in questi casi la cosa migliore da fare è semplicemente ignorare queste lettere.

Canada

Il “Copyright Modernization Act “(legge di modernizzazione del diritto d’autore), approvato a gennaio 2014, impone ai fornitori di servizi Internet (ISP) di inviare una notifica ufficiale a chi viola il diritto d’autore all’interno della loro rete. Le identità di chi riceve queste notifiche vengono conservate sui server dell’ISP per 6 mesi. I detentori del copyright possono richiedere una compensazione in denaro fino ad un massimo di $5.000. Poiché non si tratta di una cifra particolarmente elevata, nella maggior parte dei casi, non vale la pena investire tempo nel tentativo di ottenerla.

Questo sistema di notifiche quindi ha più un valore educativo che punitivo. I provider Internet possono comunque penalizzare chi utilizza i torrent limitando la banda a loro disposizione.

Regno Unito

I principali provider Internet hanno l’obbligo legale di inviare una notifica, sotto forma di un’ingiunzione di desistenza, ai propri utenti se questi vengono scoperti dalla British Phonographic Industry (industria fonografica britannica) ad utilizzare le applicazioni torrent. Inoltre gli ISP si riservano in questi casi il diritto di penalizzare gli utenti limitandone la velocità di connessione o interrompendola del tutto. Tuttavia i provider Internet con meno di 400.000 utenti non sono soggetti a questa legge.

I titolari del diritto d’autore hanno la facoltà di citare in giudizio per danni tutti coloro che effettuano download o upload, anche nei casi in cui questo avvenga senza scopo di lucro.

I torrent tracker più popolari, come ad esempio ThePirateBay, di norma vengono bloccati nel Regno Unito, ma è comunque possibile aggirare queste limitazioni tramite una VPN.

Australia

La pirateria in Australia è considerata un reato ma le leggi antipirateria vengono applicate raramente. In passato è comunque accaduto che alcuni detentori del copyright abbiano citato in giudizio, con successo, fornitori di accesso Internet per ottenere le identità di chi usa i torrent, per poi richiedere loro un risarcimento dei danni attraverso uno strumento chiamato “speculative invoicing”, ma questi casi sono estremamente rari.

L’idea di implementare un sistema a tre notifiche “three-strikes” per inviare notifiche di violazione di copyright a chi fa uso di applicazioni torrent, è stata abbandonata qualche mese fa a causa degli elevati costi necessari per la sua realizzazione.

A seguito di una sentenza del tribunale alcuni torrent tracker e siti che ospitano contenuto illegale sono stati bloccati da alcuni ISP. Aggiornamento dicembre 2016: una corte federale australiana ha imposto ai provider Internet di bloccare molti siti BitTorrent, come ThePirateBay, Torrentz, TorrentHound, IsoHunt e SolarMovie. Tuttavia è ancora possibile accedervi tramite una delle VPN che vi abbiamo consigliato.

Olanda

Abbiamo deciso di dedicare una sezione anche all’Olanda visto che molti pensano, erroneamente, che la pirateria nei Paesi Bassi non sia un reato. In realtà, dal 2014, non è più così. Infatti, la pirateria è considerata un reato civile, non penale, per cui non è perseguibile a livello penale ma è possibile incorrere in sanzioni pecuniarie.

La legge impone anche che l’importo delle sanzioni non sia artificiosamente elevato e che non vada oltre un limite ragionevole, in modo tale che l’ammontare dei danni che gli autori possono richiedere sia limitato. Ciò comporta che di solito le azioni legali non vengono intraprese eccetto nei casi più estremi.

Germania

Scaricare materiale protetto da privacy senza le dovute autorizzazioni in Germania è illegale. A garantire l’applicazione della legge sono di norma studi legali che agiscono per conto dei detentori del diritto d’autore (simili ai copyright trolls di cui abbiamo parlato in precedenza). Le sanzioni possono raggiungere i 1.000 euro.

Analogamente a quanto avviene negli Stati Uniti, questi “copyright trolls” mandano lettere ingiuntive a coloro che hanno utilizzato i torrent, dopo averli identificati tramite l’indirizzo IP. Non siamo esperti delle leggi in Germania, tuttavia il consiglio che possiamo darvi è lo stesso che abbiamo indicato nel caso degli Stati Uniti: ignorate qualsiasi lettera che non vi identifichi per nome e che non provenga direttamente dalla polizia e lasciate che scada il termine di prescrizione.

Va ricordato inoltre che in Germania anche il proprietario di una rete Wi-Fi non sicura può essere ritenuto responsabile per danni, anche nel caso in cui questo non sia a conoscenza delle attività illegali in atto. La sanzione si aggira intorno ai 100 euro.

Argomenti correlati: le migliori VPN in Germania.

India

Le leggi antipirateria in India non sono molto chiare. Nel 2016 è apparsa una serie di notizie secondo le quali anche la semplice visione di alcune pagine o siti torrent (anche in assenza di violazione del diritto d’autore) fosse sufficiente a sanzionare gli utenti o a condannarli penalmente. Queste notizie però non sono mai state confermate e sembrano essere state causate semplicemente da un avviso mal formulato; un provider Internet indiano avrebbe, infatti, semplicemente consigliato ai propri utenti di evitare di accedere a pagine bloccate.

La pirateria in India è illegale, analogamente a quanto accade in altre nazioni e può avere conseguenze civili (sanzioni) o penali (condanne carcerarie). Tuttavia al momento le autorità investigative attribuiscono maggiore attenzione a coloro che sfruttano la pirateria a fini di lucro (ad esempio vendendo o redistribuendo materiale protetto da privacy) rispetto a chi ne fa un utilizzo personale.

Argomenti correlati: le migliori VPN in India.

Comparitech non giustifica né incoraggia la pirateria in alcun modo. Raccomandiamo di utilizzare i torrent solo per contenuti legali.

Kodi e Popcorn Time

La riproduzione di video in streaming tramite Popcorn Time e gli add-on di Kodi spesso si basa su torrent. Quindi, anche se in questi casi i file non vengono scaricati direttamente sul computer, come avviene ad esempio con ThePirateBay, dal punto di vista legale le responsabilità sono le stesse.

Alcuni add-on di Kodi utilizzano i torrent come sorgente per lo streaming dei video. Tra questi, la nuova piattaforma Acestreams merita particolare attenzione. Questa infatti utilizza connessioni bittorrent peer-to-peer, tramite le quali utenti simultanei possono condividere il caricamento dello streaming. La vostra connessione sarà quindi condivisa con altri utenti e ciò potrebbe comportare rischi relativi alla sicurezza e alla privacy che l’uso di una VPN, invece, scongiurerebbe. La popolarità di Acestreams è in crescita sia per quanto riguarda i contenuti live sia per quelli on demand.

Firewall NAT

Molte VPN sono dotate di un firewall NAT che blocca le connessioni in entrata su reti P2P e altri tipi di accesso non richiesti. Ciò significa che i torrent, che utilizzano reti di tipo P2P, potrebbero non funzionare correttamente.

Alcune VPN offrono la possibilità, tra le impostazioni, di disabilitare questo tipo di firewall. Se ciò non fosse possibile l’alternativa è il port forwarding (trasferimento dei dati da un computer ad un altro tramite una specifica porta di comunicazione). È una procedura manuale tramite la quale il fornitore della VPN individua una porta specifica che viene usata per il traffico VPN. Dovrete poi configurare il vostro client torrent per far sì che utilizzi la stessa porta. Se questa non è elencata nel sito Internet del fornitore VPN potete contattare il supporto clienti per richiedere assistenza.

In che modo la VPN protegge la privacy quando si usano i torrent

Quando usate i torrent la VPN protegge la vostra privacy principalmente in due modi.

In primo luogo impedisce che il vostro provider Internet, o altri soggetti, possano rilevare che state utilizzando i torrent sulla vostra rete, anche locale. Tutti i file di cui viene fatto l’upload o il download attraverso BitTorrent infatti, vengono criptati quando passano attraverso i server del fornitore di Internet, per cui non è possibile identificarne il contenuto. È impossibile per un ISP provare a decifrare il sistema di cifratura fornito dalla VPN in quanto ciò è particolarmente dispendioso in termini di tempo.

In secondo luogo, una VPN impedisce a chiunque effettui il download o l’upload dei file di vedere il vostro indirizzo IP. BitTorrent è un protocollo P2P, o peer-to-peer, e questo significa che tutti coloro che utilizzano lo stesso file torrent sono collegati in uno sciame (anche chiamato “swarm”). Tutti i dispositivi connessi a questo sciame possono vedere gli indirizzi IP degli altri dispositivi che ne fanno parte. Molti dei client BitTorrent offrono persino la possibilità di visualizzare la lista di tutti dispositivi a cui siete collegati quando condividete un file.

Senza una VPN il vostro indirizzo IP può essere utilizzato per rilevare la vostra posizione approssimativa e il vostro provider Internet. Questo è esattamente ciò che fanno i “copyright trolls” per identificare coloro che usano i torrent e inviare le ingiunzioni di pagamento danni (a questo link potete trovare ulteriori informazioni su come rispondere a questo tipo di lettere: guida su come usare i torrent in modo sicuro e legale).

Una VPN, invece, maschera l’indirizzo IP, per cui gli altri dispositivi nello sciame vedranno solo l’indirizzo IP del server VPN. Le VPN normalmente usano indirizzi IP condivisi, il che significa che decine, o a volte centinaia di utenti, condividono lo stesso IP. Quindi diventa impossibile risalire al singolo utente che sta utilizzando i torrent. Ribadiamo come sia davvero importante scegliere una VPN che non salva i log. In questo caso, infatti, anche se la VPN viene contattata riguardo una violazione delle leggi antipirateria, non potrà fornire nessuna informazione, dato che nessuna informazione viene registrata.

Mascherare l’indirizzo IP vi protegge anche da eventuali attacchi di hacker che possono accedere ai vostri sistemi, scoprire informazioni e dati personali e arrivare perfino a molestarvi a casa. Ricordate che l’indirizzo IP è, per i computer, del tutto equivalente all’indirizzo della vostra abitazione, per cui chi lo conosce può scoprire dove abitate.

IP binding

Il binding dell’indirizzo IP è una precauzione importante da prendere per assicurarsi che tutti i download dei torrent vengano effettuati tramite la VPN. Il binding del client torrent ad un indirizzo IP limita i download ad un indirizzo IP specifico. Ciò significa che è possibile impostare il client in modo che scarichi torrent solo quando è connesso ad un particolare server VPN. Se la connessione alla VPN si interrompe o ci si disconnette, i download si arrestano aggiungendo un kill switch alla VPN senza che ciò influisca sulle eventuali altre app o servizi. Ciò impedisce al flusso dei torrent di intercettare il vostro indirizzo IP reale.

Verificate le impostazioni del vostro torrent manager software per assicurarvi che supporti l’IP binding. uTorrent lo supporta su Windows e Azureus Vuze su Mac.

Evitate i malware

I siti dove si trovano i file torrent e i torrent stessi, spesso contengono malware. I torrent vengono caricati pubblicamente quindi molto raramente sono sottoposti ad un controllo per vedere se contengono virus o simili. Per cui, ogni volta che scaricate un torrent, fatene la scansione con un antivirus aggiornato. Se il sito da cui lo scaricate ha una sezione per i commenti sarebbe una buona idea leggerli velocemente per vedere se qualcuno ha già segnalato la presenza di un software dannoso. Questo è ancora più importante per i software e i videogame che contengono un numero elevato di file e nei quali è più facile nascondere programmi dannosi.

A questo link potete leggere un articolo che spiega qual è l’antivirus migliore per voi.

Port forwarding

C’è un dibattito molto accesso riguardo il port forwarding tra chi usa i torrent. Alcuni affermano che può incrementare la velocità di download aumentando il numero di utenti a cui si è connessi, mentre altri sostengono che non è necessario, che può essere una minaccia per la privacy e che rende solo più problematico l’utilizzo delle applicazioni torrent in combinazione con una VPN.

Ciò avviene perché gli utenti che utilizzano lo stesso indirizzo IP della VPN vengono tutti limitati ad usare le stesse porte, ad eccezione di chi ha optato per il port forwarding e questo rende più facile ricondurre le attività di rete di tipo P2P ad un singolo utente.

Molti client VPN non supportano il port forwarding e funzionano al meglio senza di esso. Coloro che lo vogliono utilizzare comunque, devono inserire il numero della porta forward nel client torrent. Il port forwarding in una VPN non richiede di impostare anche porte forward sul router ma potrebbe essere necessario disabilitare, sul client torrent, le funzioni NAT-PMP e/o di mapping uPNP.

torrent– Fif – licenza CC BY-SA 2.0

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