Le migliori VPN per gli Emirati Arabi Uniti e Dubai e la posizione giuridica sull’uso delle VPN

Published by on gennaio 17, 2018 in VPN e Privacy

Dubai Sunset Burj Kalifa

Viaggiare negli Emirati Arabi Uniti (UAE) e Dubai è sempre più comune. Se ti trovi lì per motivi di lavoro o di piacere, potresti avere qualche difficoltà ad accedere ad un numero considerevole di siti Internet. I servizi VoIP come Skype e WhatsApp sono bloccati, così come i siti di gioco d’azzardo quali Betfair e diverse pagine di Wikipedia. L’Autorità locale di regolamentazione delle telecomunicazioni (Telecom Regulatory Authority) impone, infatti, una rigida censura Internet su larga scala. Sorprendentemente però la TRA è estremamente trasparente riguardo a quali sono i siti bloccati e perché.

Per aggirare questi blocchi molti utenti si affidano ad una VPN, cosa che da un punto di vista legale rientra in una sorta di zona grigia. Nonostante ciò, le VPN sono comunque molto diffuse.

Negli Emirati Arabi nel 2012 è stata approvata una legge per contrastare il cyber crimine, che vietava l’uso di VPN solo per le attività considerate illegali nel Paese. Pornografia, espressioni di odio antireligioso e gioco d’azzardo sono generalmente in cima alla lista. Tuttavia, tale legge è stata modificata e ampliata, creando confusione tra molti utenti o potenziali utenti delle VPN rispetto al fatto che esista o meno un divieto di utilizzare le VPN negli Emirati Arabi. Molti utenti adesso sono più confusi che mai su ciò che è o non è consentito dalla legge.

Eppure, tra il 2012 e il 2016, quasi nessuno dei siti web VPN che consentivano l’accesso ai contenuti vietati è stato bloccato da parte della TRA. Ciò dimostra che non è in atto un’iniziativa che mira a bloccare attivamente questi siti, o che questi perlomeno, non vengono attivamente segnalati. Ancora oggi molte attività commerciali locali vendono schede VoIP che permettono l’utilizzo di servizi VoIP, nonostante servizi come Skype siano vietati. Sembra che la tendenza sia quella di chiudere un occhio su ciò che può essere considerato una trasgressione minore, per cui un numero elevato di persone utilizza Skype e altri servizi VoIP “proibiti”, grazie all’aiuto di una VPN.

Detto ciò, la modifica della legge è recente e bisognerebbe analizzarla più da vicino. I motivi per utilizzare una VPN negli Emirati Arabi Uniti e Dubai sono parecchi e la maggior parte di questi rientrano nella cosiddetta “zona grigia” del Paese, da un punto di vista legale; ad esempio l’accesso a contenuti in streaming geograficamente bloccati su BBC iPlayer, Netflix, Hulu e Amazon Prime Video.

I nostri consigli sulle migliori VPN da utilizzare a Dubai e nel resto degli Emirati Arabi Uniti sono basati su criteri specifici. In particolare, coloro che attualmente si trovano negli Emirati Arabi dovrebbero usare una VPN che consenta loro di accedere in modo sicuro al gran numero di siti web e servizi VoIP bloccati, senza correre il rischio di perdere dati che potrebbero rivelare a quali siti web o servizi si sta accedendo.

I servizi VPN che reputiamo migliori per gli utenti degli Emirati Arabi e Dubai possiedono le seguenti caratteristiche:

  • buona crittografia
  • nessun registro del traffico
  • buon numero di server
  • DNS protetti da attacchi

Come ulteriore bonus abbiamo premiato i servizi che utilizzano l’offuscamento per nascondere l’utilizzo di una VPN.

Consiglio degli esperti: i siti di alcuni fornitori VPN sono bloccati negli Emirati Arabi. Pertanto, se non siete ancora sul posto, vi consigliamo di abbonarvi al servizio prima di partire.

Le migliori VPN per Emirati Arabi Uniti e Dubai

1. ExpressVPN

ExpressVPN Italian

ExpressVPN soddisfa pienamente tutti i nostri criteri e rientra a pieno titolo nella lista delle migliori VPN per gli Emirati Arabi Uniti e Dubai. Il servizio si avvale di una chiara politica no log che include:

  • cronologia di navigazione
  • richieste DNS
  • dati sul traffico

La crittografia usata è la AES a 256 bit, indicata come una delle migliori crittografie e in particolare utilizzata da molti governi, tra cui quello degli Stati Uniti e dai servizi militari. ExpressVPN supporta OpenVPN con i protocolli TCP/UDP, SSTP, L2TP/IPSec e PPTP. ExpressVPN prevede la protezione del DNS e un sistema kill switch nel caso in cui il servizio dovesse smettere di funzionare.

Infine, ExpressVPN è una delle VPN con il maggior numero di posizioni di server e può contare su oltre 130 località in 87 Paesi. Un ulteriore vantaggio è che questo servizio utilizza il proprio metodo di offuscamento per nasconderne l’utilizzo; ragion per cui, il servizio funziona anche nei Paesi che sono più ostili alle VPN. Questa VPN è nota anche per riuscire ad aggirare il blocco del “Great Firewall” in Cina. ExpressVPN è affidabile per la maggior parte dei principali servizi di streaming limitati geograficamente come Netflix, Hulu e HBO GO e per i servizi VoIP quali, ad esempio, Skype.

Le applicazioni sono disponibili per Windows, MacOS, iOS, Android, Linux (da riga di comando) e per alcuni router Wi-Fi.

OFFERTA SPECIAL: Al momento è possibile ottenere 3 mesi gratuiti qui, acquistando l’abbonamento annuale di ExpressVPN.

Leggi la nostra recensione completa di ExpressVPN.

2. NordVPN

NordVPN italian

NordVPN è la soluzione ideale per coloro che hanno necessità di una sicurezza maggiore. Questo servizio risponde a tutti i nostri criteri (ha una politica no log, utilizza la crittografia SSL a 2048 bit di alto livello e ha un’ampia scelta di server), offrendo inoltre il servizio Tor over VPN. Tor è probabilmente il metodo più sicuro per navigare sul web, per cui la combinazione di NordVPN e Tor garantisce un’esperienza di navigazione web estremamente criptata e sicura, soprattutto per coloro che si collegano dagli Emirati Arabi e Dubai.

NordVPN offre anche il servizio “DNS leak resolver” progettato per prevenire le perdite di DNS, oltre che un sistema di emergenza kill switch per processi specifici, nel caso in cui il servizio fallisca o un singolo programma dovesse perdere dati. I protocolli OpenVPN sono disponibili, così come PPTP e L2TP/IPsec. NordVPN non ha un proprio metodo di offuscamento, ma supporta Obfsproxy. Il sito web fornisce una guida utile su come impostare questa funzione. NordVPN utilizza anche una funzione di doppia VPN che raddoppia la crittografia, anche se ciò, come è facile immaginare, rallenta un po’ le prestazioni.

Le applicazioni sono disponibili per Windows, MacOS, iOS e Android.

Per saperne di più visita la nostra recensione completa di NordVPN.

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3. IPVanish

IPVanish discounted plans

IPVanish è un servizio VPN di alto livello che soddisfa tutti i criteri di cui abbiamo parlato in precedenza, inclusa la crittografia AES a 256 bit, una rigorosa politica contro i registri di navigazione e possiede inoltre un elevato numero di server.

Oltre a ciò, IPVanish utilizza i protocolli OpenVPN TCP/UDP, supportando anche i protocolli PPTP e L2TP/IPsecs. Particolarmente degni di nota sono il sistema di kill switch facile da utilizzare e il numero eccezionalmente elevato di indirizzi IP e server condivisi (oltre 40.000). Il servizio vanta oltre 500 server in più di 60 Paesi.

Un altro motivo per cui abbiamo scelto questa VPN è che fornisce diversi metodi di protezione contro i DNS leak, tra cui il kill switch, e offre anche un’opzione molto particolare di offuscamento che è possibile attivare o disattivare. Questa funzione chiamata “enable scramble” offusca i protocolli OpenVPN.

Le applicazioni sono disponibili per Windows, MacOS, iOS e Android.

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Al link a seguire trovate invece la recensione completa.

 

4. Buffered
buffered servers and connected

 

Prima di iniziare la nostra recensione, vorremmo precisare che la politica sui registri di navigazione di Buffered non è la migliore tra quella delle VPN presenti nel nostro elenco. Il servizio, infatti, memorizza alcuni metadati anche se nello specifico non registra molte attività online. Nonostante questa nota negativa, però, il servizio offre anche tanti vantaggi che lo rendono un’opzione valida per chiunque voglia utilizzare una VPN negli Emirati Arabi Uniti o a Dubai.

Buffered ha una crittografia AES a 256 bit e un buon numero di server presenti in 36 Paesi, inoltre utilizza protocolli OpenVPN e dispone di alcune funzionalità di offuscamento. Il servizio supporta inoltre i protocolli L2TP e PPTP oltre a TCP e UDP.

Detto ciò, nonostante Buffered non sia il miglior servizio VPN tra quelli presenti nella nostra lista, in generale rimane una delle opzioni migliori per residenti e visitatori degli Emirati Arabi Uniti e Dubai.

Le applicazioni sono disponibili per Windows e MacOS mentre gli utenti da rete mobile dovranno utilizzare un’applicazione OpenVPN fornita da terzi.

Buffered ha un’offerta di 30 giorni soddisfatti o rimborsati della quale potete usufruire, se invece volete consultare la recensione completa, cliccate su questo link.

5. StrongVPN
StrongVPN

StrongVPN è stata ampiamente testata sul campo da molti stranieri nel mercato in cui è più diffusa, ossia quello cinese. Questa VPN riesce a contrastare il “Great Firewall”, l’avanzato sistema cinese di censura di Internet, per cui sbloccare i siti negli Emirati Arabi non dovrebbe essere un problema.

StrongVPN vanta una vera politica contro i registri di navigazione e utilizza la crittografia AES a 256 bit per i protocolli OpenVPN, che si appoggiano su UDP e TCP. L2TP, SSTP e PPTP sono supportati anche sui client desktop. Ha server in 20 Paesi sparsi in Nord America, Europa e Asia. La modalità “Scramble” può essere utilizzata per nascondere il traffico e farlo sembrare un normale traffico HTTP non crittografato, sia su desktop che su cellulare.

Ci vuole un po’ di tempo per prendere dimestichezza con l’interfaccia desktop che non è particolarmente intuitiva, ma a parte questo StrongVPN è un’ottima candidata per gli utenti che si trovano a Dubai e negli Emirati Arabi.

Sono disponibili applicazioni per Windows, MacOS, iOS e Android.

StrongVPN comprende l’opzione soddisfatti o rimborsati per 5 giorni. Inoltre è previsto uno sconto del 41% sull’abbonamento per 12 mesi. Inserendo il codice “SAVE15” al momento dell’acquisto si potrà usufruire di un ulteriore sconto del 15%.

I contenuti bloccati negli Emirati Arabi e le leggi sulle VPN

Le leggi che regolamentano il blocco dei contenuti negli Emirati Arabi sono eccessivamente complesse, ma fanno riferimento a due categorie: i principi religiosi e la tutela delle imprese.

La categoria dei principi religiosi è abbastanza chiara. Gli Emirati Arabi Uniti hanno una struttura di governo particolarmente complicata, retta da una monarchia assoluta fondata in parte sulle leggi della Sharia e in parte su ideali civili secolari.*

Poiché le leggi del Paese hanno una base significativa nella Sharia, il blocco dei contenuti da parte dell’Autorità di Regolamentazione delle Telecomunicazioni mira a proteggere le credenze musulmane negli Emirati Arabi, ma è meno rigido rispetto ad altri Paesi a prevalenza musulmana come l’Iran o l’Arabia Saudita.

Secondo la TRA, tutti i contenuti che “contraddicono l’etica e la moralità degli Emirati Arabi Uniti” sono bloccati a titolo definitivo. Questi includono:

  • pornografia
  • siti e servizi VoIP (Skype)
  • gioco d’azzardo
  • siti che contengono discorsi di odio antireligioso
  • siti web legati a produzione, vendita e distribuzione di droghe illegali
  • contenuti che sono spesso in contrasto con le credenze della maggioranza sciita della popolazione
  • varie pagine di Wikipedia
  • siti web israeliani

La TRA fornisce statistiche annuali sull’iniziativa relativa al blocco dei contenuti.

La modifica della legge sulle VPN del 2016

Nei primi mesi del 2016, gli Emirati Arabi Uniti hanno modificato la legge sui crimini informatici per chiarire l’uso delle VPN. La legge dice:

“Chiunque utilizzi un indirizzo di protocollo Internet fraudolento (indirizzo IP) usufruendo di un indirizzo falso o di un indirizzo di terze parti acquisito con mezzi esterni, allo scopo di commettere un crimine o prevenire la sua scoperta, è punito con la reclusione temporanea e con una multa che varia tra i 500.000 dirham (136.128,51 dollari) e i 2.000.000 dirham (544.514,04 dollari), o una delle due pene.” Questo emendamento ha sollevato parecchi dubbi, in quanto sembrava stesse ampliando la portata della legge fino ad includere l’utilizzo di tutte le VPN. Tuttavia, non è stato così. Infatti, l’utilizzo delle VPN negli EAU e a Dubai è estremamente diffuso. Come evidenziato dalle stesse statistiche di filtro dei contenuti della TRA, quasi tutti i siti web che non infrangono le leggi di etica, solitamente non sono proibiti. I servizi VPN rientrano in questa categoria, per cui se la VPN che state utilizzando sta offuscando correttamente la connessione al server VPN, è improbabile che attiriate l’attenzione delle autorità.

Alcuni contenuti bloccati per favorire le imprese

Gli Emirati Arabi sono un punto di riferimento importante per il mercato internazionale e la loro economia punta fortemente su questo settore. Dubai, in particolare, ha un numero elevato di non-musulmani e residenti temporanei che vivono e lavorano nella città tutto l’anno e per periodi lunghi. Per rimanere in buoni rapporti con i partner commerciali internazionali, nel Paese si tende a non essere troppo rigidi nell’applicazione delle leggi, nonostante alcune recenti modifiche alla legge facciano pensare ad un ritorno alla censura e ai controlli.

Le aziende stesse apprezzano il fatto che esistano delle leggi per bloccare certi contenuti, allo scopo di tutelare i loro interessi. Il blocco dei contenuti Voice over Internet Protocol (VoIP) e di molte altre applicazioni di messaggistica come Skype, WhatsApp e Google Hangouts, viene attuato perché il Paese vuole tutelare il proprio settore delle telecomunicazioni, invece di perdere clienti in favore di piattaforme di comunicazione libera. Per cui, per le chiamate a lunga distanza l’unica opzione legale negli Emirati Arabi Uniti è quella di telefonare alla vecchia maniera.

Le schede VoIP che vengono comunemente vendute sottobanco nel Paese, sono un modo per superare questo divieto e aggirare il sistema. Consentono, infatti, di chiamare un PSTN remoto che poi si collega ad un sistema VoIP in modo che gli utenti siano in grado di effettuare chiamate VoIP utilizzando la normale rete cellulare  o un telefono fisso.

Classifica del 2015 sulla libertà di Internet negli Emirati Arabi Uniti

Nel 2015 agli Emirati Arabi Uniti è stato assegnato un punteggio di 68 su 100 da parte di Freedom House, l’ente che valuta la libertà e la democrazia. Più alto è il punteggio, minore è la libertà nel Paese.

Il rapporto conferma di fatto che il blocco dei contenuti degli Emirati Arabi Uniti è tra i peggiori al mondo, pur non essendo né il peggiore in assoluto né tantomeno il peggiore in Medio Oriente. Il rapporto indica anche che gli ISP all’interno del Paese utilizzano strumenti per il blocco dei contenuti come NetSweeper, SmartBlocker e Blue Coat ProxySG. Facebook e Youtube si possono utilizzare, anche se alcuni termini di ricerca e contenuti sono bloccati.

Streaming online a Dubai e negli Emirati Arabi

Negli Emirati Arabi Netflix non risulta essere bloccato. Il servizio è stato lanciato all’inizio del 2016 e ad oggi conta più di 300 programmi televisivi e poco meno di 1.000 film: circa il 30% dei contenuti disponibili su Netflix USA. Molti utenti Netflix a Dubai utilizzano una VPN per accedere a Netflix di altre regioni. Tuttavia non tutte le VPN ne consentono l’accesso, per maggiori dettagli è possibile consultare la  lista delle VPN più adatte per Netflix.

Allo stesso modo, molti utenti utilizzano le VPN per accedere al servizio Amazon Instant Video. Amazon di per sé non è bloccato, ma i video non sono disponibili all’interno del Paese. Questi sono, tuttavia, accessibili attraverso l’uso di una VPN e non vengono considerati parte del “contenuto illecito” ai sensi delle leggi a riguardo recentemente modificate.

L’utilizzo di una VPN per accedere ai cataloghi internazionali di servizi di streaming online come Netflix, Hulu, BBC iPlayer o Instant Video Amazon Prime è considerato un reato di lieve entità. Le autorità si concentrano maggiormente sugli utenti che utilizzano le VPN per reati più gravi, in particolare per le questioni più strettamente correlate alle leggi sull’etica di cui vi abbiamo parlato in precedenza.

Prima di entrare a Dubai o negli Emirati Arabi Uniti

Anche se i siti web VPN negli Emirati Arabi Uniti rientrano nella zona grigia legale, accedervi per scaricare un servizio VPN può far scattare degli avvisi e renderti un obiettivo da tenere sotto controllo, anche se non stai usando il servizio per scopi illegali. È preferibile, quindi, scaricare la VPN prima di recarsi nel Paese.

Così facendo avrai la certezza che la VPN funziona correttamente sul tuo computer, prima di arrivare a destinazione. Inoltre eviterai di attirare l’attenzione visitando siti di servizi VPN, dopo essere entrato nel Paese. Se stai utilizzando un metodo di offuscamento e la tua VPN ha questa opzione, è possibile evitare del tutto di essere identificato come un utente VPN.

Aggirare il blocco sulle VPN

Come affermato in precedenza, negli Emirati Arabi Uniti esiste un blocco sulle VPN e questi servizi rientrano tra gli elementi controllati dalla TRA. I nuovi emendamenti sulla legge relativa alla sicurezza informatica all’interno del Paese hanno ampliato il concetto di contenuti illegali fino ad includere le VPN, aumentando di fatto le probabilità che il tuo servizio VPN venga bloccato.

È possibile, tuttavia, aggirare i blocchi sulle VPN attraverso vari metodi.

1. Non utilizzare una VPN gratuita

Le VPN gratuite sono un gioco d’azzardo con il quale non vale la pena nemmeno perdere tempo, soprattutto se stai partendo per gli Emirati Arabi. Spesso infatti:

  • utilizzano metodi di crittografia poco sicuri
  • inseriscono annunci di terze parti sulle tue pagine web
  • mantengono i registri di navigazione
  • hanno un minor numero di server
  • hanno server più lenti e con minore larghezza di banda
  • rivendono a terzi le informazioni dell’utente

Data l’esistenza di una discreta zona grigia a disposizione degli utenti delle VPN negli Emirati Arabi e a Dubai, non c’è alcun motivo di correre questo rischio, solo per risparmiare qualche euro.

2. Modificare la porta TCP in 443

OpenVPN con protocollo TCP può viaggiare attraverso la porta 443, la stessa porta del protocollo HTTPS. Si tratta essenzialmente di un metodo di offuscamento leggero, in quanto fa in modo che il traffico VPN appaia come traffico SSL regolare proveniente da un qualsiasi sito web HTTPS. Molti dei servizi VPN a pagamento consentono di passare a questa impostazione in modo abbastanza facile, soprattutto se utilizzano già OpenVPN.

3. Passare a un protocollo diverso

Se il protocollo TCP OpenVPN risulta bloccato, si può provare con il protocollo L2TP/Ipsec che è estremamente sicuro e abbastanza comune. Tuttavia, bisogna assicurarsi che il protocollo L2TP venga fornito con la sicurezza IPsec, dato che un protocollo L2TP “grezzo” non è sicuro.

Si può anche provare il protocollo SSTP, se disponibile. Questo protocollo non è supportato dalla maggior parte dei dispositivi, ma alcuni PC Windows lo supportano.

Non è consigliabile, invece, passare al protocollo PPTP in quanto questo, considerato obsoleto, non è sicuro. Dato che ci si sta collegando ad una rete VPN in un ambiente piuttosto ostile, è meglio evitare un protocollo VPN poco sicuro.

* Nota: Nonostante abbiamo effettuato ricerche a riguardo, il nostro articolo non può essere considerato come una consulenza legale. Il nostro obiettivo è unicamente quello di fornirvi le migliori informazioni e soluzioni a nostra disposizione; non siamo esperti delle sfumature legali che riguardano gli Emirati Arabi Uniti.

 

 

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