Quali sono le migliori VPN per la Cina? Eccone 5 che ancora funzionano nel 2018 (e quelle che non si possono più usare)

Published by on gennaio 12, 2018 in VPN e Privacy

great wall of china

L’avanzato sistema di censura di Internet cinese, chiamato anche il “Great Firewall”, ha reso la Cina uno dei Paesi in cui la richiesta di servizi VPN è più elevata. Le comunità di espatriati nonché i cinesi stessi, utilizzano le VPN per aggirare il blocco imposto su siti e servizi quali Facebook, le applicazioni di Google, Tinder, i siti di notizie occidentali, Netflix e perfino Comparitech.

Per molti stranieri che vivono in Cina, una VPN è una necessità quotidiana e il fattore più importante è l’affidabilità. Il “Great Firewall” di tanto in tanto colpisce i servizi di VPN, bloccandone i server o riducendone la larghezza di banda. Le VPN che riescono a sopravvivere e a funzionare, nonostante gli sforzi per reprimerle, sono quelle più popolari tra gli stranieri che vivono e lavorano in Cina.

L’utilizzo delle VPN tecnicamente non è illegale in Cina, infatti nei tre anni in cui ho vissuto in questo Paese non ho mai sentito dire che qualcuno fosse stato arrestato per averle usate. L’obiettivo delle autorità governative è di censurare, non di punire.

Quando abbiamo stilato questa lista ci siamo concentrati sui fattori che riteniamo essere fondamentali per gli utenti di una VPN che si trovano in Cina. Le priorità assolute sono l’affidabilità, il servizio clienti, la velocità e il numero di server (specialmente in Asia). Detto ciò va ricordato che tutte le VPN, di tanto in tanto, vengono bloccate. Basta scorrere velocemente i forum degli espatriati che si trovano a Pechino o Shanghai per rendersi conto che nessuna VPN è davvero perfetta. Tuttavia, quelle che abbiamo incluso in questo articolo si sono rivelate essere le migliori in un mercato difficile come questo.

Consiglio utile: molti dei siti ufficiali dei servizi VPN risultano bloccati in Cina, nonostante la rete VPN stessa funzioni perfettamente. Per cui è consigliabile abbonarsi ad una VPN prima di trasferirsi, così da non avere problemi con l’accesso.

1. ExpressVPN

ExpressVPN Italian

ExpressVPN è probabilmente la VPN più popolare in Cina, in particolar modo a seguito dei problemi ripetutamente incontrati da Astrill nel bypassare il blocco governativo, negli ultimi tempi. Express non è di sicuro la VPN più economica ma è la più diffusa per molte buone ragioni. È dotata di un numero estremamente elevato di server, presenti in vari Paesi, la velocità è eccellente e costante, consente 3 connessioni contemporaneamente, offre un supporto via chat disponibile tutti i giorni 24 ore al giorno e dichiara di avere un tempo di “uptime” (ovvero quando il servizio è disponibile e funziona regolarmente) del 99,9%. L’applicazione fornita da ExpressVPN funziona su tutti i dispositivi più utilizzati, inclusi quelli mobili ed è estremamente semplice da utilizzare. È compatibile con Windows, MacOS, iOS, Android, Linux (a riga di comando) e con i router supportati. È consentito utilizzare le applicazioni per i torrent e sono sempre disponibili server che funzionano anche per Netflix. Se avete intenzione di visitare la Cina solo per un breve periodo potete usufruire dell’offerta di 30 giorni con possibilità di rimborso.

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Leggi la recensione completa qui: recensione di ExpressVPN.

2. NordVPN

NordVPN Italian

NordVPN ha recentemente annunciato di funzionare perfettamente anche in Cina, una splendida notizia per tutti coloro che vivono a Pechino o Shanghai e vogliono sfruttare la possibilità di avere connessioni multiple a basso prezzo. NordVPN ha un rapporto qualità/prezzo davvero notevole e offre la possibilità di avere un massimo di sei connessioni contemporanee, ad un prezzo estremamente ridotto. Riesce a sbloccare i servizi di streaming come Netflix USA e Hulu, cosa che molte altre rivali non sono in grado di fare. L’utilizzo dei torrent è tollerato e ci sono server disponibili in più di 60 Paesi. Questa VPN non registra alcun log e utilizza la crittografia più forte. Alcuni server sono eccellenti per quanto riguarda la velocità e sono ottimizzati per la sicurezza fornendo funzionalità come l’anti-DDOS, lo streaming ultra veloce, la doppia VPN e il Tor over VPN. Le applicazioni sono disponibili per Windows, MacOS, iOS, e Android.

Potete leggere a questo link la recensione su NordVPN.

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 3. Astrill

Nel periodo in cui ho vissuto in Cina ho utilizzato principalmente Astrill. Questa VPN dispone di piani individuali da utilizzare su un solo dispositivo, oppure, pagando qualche dollaro in più, si possono attivare piani familiari per connettere tutti i dispositivi di casa. L’applicazione è davvero ben realizzata e consente di connettersi ad un semplice proxy HTTP in un paio di secondi o di optare per una connessione completa attraverso la VPN. La velocità di download è più che sufficiente per effettuare lo streaming di un video, scegliendo un server non troppo affollato. Inoltre ci sono molte posizioni di server tra cui poter scegliere. Il supporto clienti, disponibile via telefono o chat, ha una notevole esperienza riguardo i problemi che gli utenti si trovano ad affrontare in Cina. Il costo si attesta nella fascia media e sono disponibili vari componenti aggiuntivi opzionali. Una volta effettuata la registrazione, viene anche offerto un periodo gratuito di prova di 7 giorni. Aggiornamento del 5 ottobre 2016: Abbiamo ricevuto molte segnalazioni secondo cui Astrill non è più una buona soluzione per bypassare la censura cinese. Pertanto non la consigliamo più e vi raccomandiamo di usare invece una delle VPN che trovate in questo articolo.

3. StrongVPN

 

StrongVPN homepage

StrongVPN è da sempre una delle VPN preferite da chi viaggia o lavora in Cina. Possiede più di una dozzina di server solo negli Stati Uniti, mentre per altri Paesi la scelta è più limitata. Non siamo rimasti particolarmente entusiasti dell’applicazione desktop e non è prevista l’opzione per l’utilizzo di OpenVPN, tuttavia i protocolli L2TP and SSTP funzionano abbastanza bene. La velocità e il tempo di uptime sono entrambi buoni, inoltre, trattandosi di una compagnia ancora relativamente piccola e poco conosciuta, questa viene spesso trascurata dalla censura; cosa alla quale le compagnie più grandi e importanti invece non sfuggono. I prezzi sono medi, paragonabili a quelli di Astrill, ma con un numero ridotto di opzioni extra a pagamento. Ogni abbonamento include la possibilità di ottenere un rimborso entro 5 giorni. Il supporto clienti è disponibile tutto l’anno, 24 ore al giorno, ma è possibile contattarlo solo tramite un modulo online. Le applicazioni sono disponibili per Windows, MacOS, iOS, e Android. StrongVPN ci ha informati che il protocollo OpenVPN è ora disponibile su alcuni server, come quelli di San Francisco.

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4. VyprVPN

VyprVPN China

VyprVPN è una delle pochissime VPN disponibili in Cina di tipo tier-1, ciò significa che anziché affittarli da terzi, è proprietaria dei server che utilizza. Questo si traduce in velocità elevate e costanti e uptime eccellente. La versione Pro di VyprVPN comprende anche un protocollo proprietario, chiamato “Chameleon”, che maschera il traffico VPN per renderlo ancora meno visibile ai software che monitorano il traffico del “Great Firewall”. È una VPN alquanto costosa, ma offre anche l’opzione di abbonarsi attraverso Alipay, una piattaforma online di pagamento molto popolare in Cina, simile a PayPal. Offre un buon numero di posizioni di server tra cui poter scegliere e dispone di un servizio di assistenza live tramite chat. L’unica nota negativa è la politica di utilizzo dei log, che vengono registrati. Ragion per cui, agli utenti interessati a torrent e Popcorn time consigliamo di rivolgersi altrove. Le applicazioni sono disponibili per Windows, MacOS, iOS, e Android.

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5. Buffered

buffered servers and connected

Questa compagnia ungherese è dotata di applicazioni per Windows e MacOS tra le migliori in assoluto in termini di semplicità e facilità di utilizzo e dichiara di riuscire ad oltrepassare il blocco cinese. Purtroppo non dispone ancora di un’app per i dispositivi mobili, tuttavia è possibile utilizzarla sui dispositivi Android e iOS configurandola manualmente e utilizzando un’app OpenVPN. Per ogni account è possibile collegare fino a cinque dispositivi contemporaneamente, cosa che rende questa VPN la scelta perfetta per famiglie o per gruppi di amici che vivono nella stessa casa. La velocità è buona e le connessioni si interrompono molto raramente. Opera su 37 Paesi, tra cui molti nell’area Asia-Pacifico. Le applicazioni, come detto, sono disponibili sia per Windows che per MacOS.

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Le VPN da evitare

Private Internet Access

Nonostante nella nostra recensione abbiamo elogiato PIA, la società stessa ha ammesso di avere problemi nel mantenere le connessioni in ingresso e in uscita dalla Cina.

HideMyAss

Molti utenti hanno riferito di un servizio scadente e di velocità estremamente ridotte per HideMyAss in Cina. Questa VPN ha anche la pessima fama di registrare i log degli utenti, cosa che in passato ha causato problemi legali a due di loro.

VPN Gate

È una VPN peer-to-peer gratuita creata a livello universitario come progetto sperimentale per superare la censura, che si affida a dei volontari che fungono da nodi di rete. L’ho utilizzata personalmente per un breve periodo a Pechino un paio di anni fa ma adesso non funziona più.

La vostra VPN non funziona in Cina? Ecco cosa fare

In Cina, anche le VPN migliori vengono bloccate di tanto in tanto. A seguire vi riportiamo alcuni passaggi che potete seguire per ripristinarne il funzionamento:

  • Cambiare il server
  • Cambiare il protocollo della VPN
  • Utilizzare il port forwarding sulla porta 433 (SSL)

Il protocollo SSTP per Windows usa la porta 433 di default, cosa che lo rende un’ottima opzione per le VPN che lo supportano, come ExpressVPN e StrongVPN. Dato che bloccare del tutto la porta 443 danneggerebbe l’intera rete Internet (poiché ogni sito che la utilizza risulterebbe inaccessibile) è decisamente poco probabile che la Cina blocchi tutto il traffico su questa porta.

Metodi per oltrepassare il “Great Firewall” senza l’uso di una VPN

L’utilizzo delle VPN è un metodo ben noto e collaudato per superare la censura di Internet messa in atto dal governo cinese, tuttavia esistono anche altri metodi nonostante il loro successo sia alquanto limitato.

  • Lantern, un software gratuito di aggiramento peer-to-peer diventato abbastanza popolare. Utilizza una rete peer-to-peer di tunneling attraverso utenti volontari affidabili, con punti di uscita al di fuori della Cina.
  • Tor riesce a funzionare solo dopo aver fatto qualche aggiustamento alle impostazioni avanzate, l’installazione da sola infatti non basta. I punti di uscita di Tor sono facili da identificare e da bloccare per il “Great Firewall”, dovete quindi configurare dei “ponti”.
  • Alcune applicazioni proxy SOCKS come Shadowsocks sembrano funzionare ma non c’è da aspettarsi velocità elevata o privacy assoluta. C’è anche Surge per iOS ma essendo stato progettato per sviluppatori, non è dotato di un’interfaccia grafica molto intuitiva.

VPN all’interno della Cina

Se vi trovate fuori dal territorio cinese e volete vedere cosa succede ai server all’interno del Paese, avete pochissime opzioni a disposizione.

  • PureVPN è quella che vi consigliamo, con server a Pechino, Shanghai e Guangdong. Va detto però che gli utenti che si trovavano in Cina, nel tentativo di superare il blocco, hanno avuto risultati altalenanti.
  • EarthVPN e Astrill hanno sempre almeno un server situato in Cina.
  • FlyVPN e SenVPN hanno dei server in Cina, ma non avendoli testati non possiamo assicurarvi il loro funzionamento.
  • HideMyAss ha anch’esso un server in Cina ma consigliamo di utilizzarlo solo in assenza di alternative migliori.

Per maggiori informazioni su come usare una VPN per accedere alla rete cinese potete fare riferimento al nostro tutorial su come vedere Youku se vi trovate fuori dalla Cina.

Siti bloccati in Cina

Se utilizzate una buona VPN in Cina, potete sbloccare i seguenti siti, servizi o applicazioni (la lista non è esaustiva):

  • Tutti i servizi Google (Gmail, Translate, Ricerca, Drive, Play Store, ecc.)
  • Facebook
  • YouTube
  • Twitter
  • News media
  • Instagram
  • Tinder
  • Snapchat
  • Dropbox
  • Github
  • Vimeo
  • Soundcloud
  • Flickr

Cos’è il “Great Firewall”?

Il cosiddetto “Great Firewall” altro non è che il nome non ufficiale che i media hanno coniato, per indicare il sistema di censura di Internet messo in atto dal governo cinese. È chiamato ufficialmente “Golden Shield project” (progetto scudo dorato) e fa sì che in Cina tutti i provider Internet di proprietà pubblica, restringano il traffico Internet ad un numero molto limitato di punti di accesso.

Ciò consente alle autorità di monitorare e limitare l’accesso solo a determinati contenuti che si trovano al di fuori dei confini della nazione. Per censurare il web il sistema si serve di vari metodi che comprendono il blocco dell’IP, la manomissione del DNS, l’uso di filtri per determinate parole chiave, l’ispezione dei pacchetti, il filtro sulle URL e altri metodi implementati manualmente.

Il blocco degli IP (o IP blocking) consiste semplicemente nell’inserire l’indirizzo IP di un server che ospita un sito Internet in una blacklist. La manomissione del DNS consiste nel modificare un elemento della cache del DNS in modo che un determinato indirizzo Internet – ad esempio www.comparitech.com – venga risolto in un indirizzo sbagliato. Gli algoritmi di filtro in base a parole chiave analizzano query, messaggi e pagine web per trovare parole e frasi considerate sensibili. Gli ISP possono impedire le comunicazioni non desiderate dirottando le richieste che contengono informazioni sensibili al DNS e restituendo risposte non corrette dai server DNS. L’ispezione dei pacchetti, o il filtraggio dei pacchetti, consiste nella scansione del traffico Internet alla ricerca di parole chiave sensibili o per determinare se un pacchetto dati è stato crittografato usando un protocollo VPN. I sistemi manuali, infine, vengono gestiti da una forza di polizia dedicata ad Internet, composta da 50.000 unità preposte a trovare e bloccare IP e indirizzi URL.

Per gestire tutto il traffico Internet in quella che è la nazione più popolosa al mondo, vengono utilizzati sistemi complessi di rilevamento delle intrusioni (intrusion detection systems, IDS) che creano copie dei pacchetti e li inviano ai dispositivi di filtraggio, in modo che il flusso del traffico non venga interrotto.

Alcuni dei siti Internet bloccati dal Great Firewall vengono esclusi in modo permanente, mentre per altri il blocco è solo temporaneo. Dato che questo sofisticato strumento di censura è attivo su tutti i principali punti di accesso del traffico in entrata e in uscita, il Great Firewall può rallentare il traffico internazionale fino a raggiungere velocità estremamente basse. Questo avviene spesso quando scoppia uno scandalo che riguarda il governo, in caso di manifestazioni antigovernative, e ogni anno in concomitanza del 4 giugno, data che segna l’anniversario del massacro di piazza Tiananmen avvenuto nel 1989.

Da notare come talvolta i siti che sono bloccati in una determinata provincia, sono ancora accessibili in altre zone del Paese. Ciò indica che la censura di Internet spesso parte dalle realtà locali e non è uniforme in tutta la nazione. Il Tibet e Xinjiang, due province della parte occidentale della Cina in cui si sono verificate rivolte e insurrezioni, hanno un accesso a Internet estremamente limitato e solamente per poche ore al giorno.

Le VPN sono legali in Cina? (Aggiornamento di gennaio 2017)

Sì, l’utilizzo di una VPN è assolutamente legale.

Recentemente abbiamo letto varie notizie che, erroneamente, sostenevano il contrario. Nel gennaio 2017 un ministero del governo cinese ha rilasciato un comunicato in cui si manifestava l’intenzione di avviare una campagna nazionale per rendere le norme che regolano l’uso delle VPN, e alcuni servizi via cavo, più severe fino al 31 marzo 2018.

Non si legge da nessuna parte che utilizzare una VPN è un reato. Questo punto va sottolineato con forza in quanto l’annuncio è stato male interpretato da molti media occidentali.

L’annuncio sostiene semplicemente che le società che forniscono VPN non possono operare in modo legale in Cina senza un’autorizzazione governativa. Ma in base a quello che sappiamo, lo status degli utenti delle VPN, da un punto di vista legale, non cambia in alcun modo. Come conseguenza però, i server VPN in futuro potrebbero essere bloccati più spesso e il servizio potrebbe essere meno efficiente.

Nessuna VPN, ovviamente, è ufficialmente presente in Cina. La maggior parte di esse non ha uffici, né dipendenti né server all’interno del Paese. Ciò significa che queste società operano, di fatto, al di fuori della giurisdizione cinese e che pertanto non hanno bisogno di alcuna autorizzazione governativa per operare in modo lecito. Tuttavia, queste, possono essere censurate se il governo cinese deciderà di dare seguito alle minacce.

Non esiste alcun precedente di persone arrestate, multate o interrogate solo per aver utilizzato una VPN e, considerato che le VPN sono estremamente diffuse, specialmente nel mondo accademico e tra gli stranieri che risiedono in Cina per motivi di studio o lavoro, è molto difficile che questa situazione cambi.

È vero che la Cina bloccherà tutte le VPN entro il 2018?

Nel giugno del 2017 Bloomberg ha pubblicato una notizia, citando fonti anonime, secondo cui il governo cinese avrebbe ordinato ai tre principali fornitori di accesso ad Internet operanti nel Paese, ovvero China Mobile, China Telecom, e China Unicom di bloccare gli accessi individuali alle VPN entro il 1 febbraio 2018. Se la notizia fosse vera e la direttiva venisse fatta rispettare, ciò vorrebbe dire che le VPN non saranno più in grado di aggirare il Great Firewall.

Aggiornamento: Il ministero cinese dell’industria e dell’informatica ha dichiarato che il contenuto dell’articolo di Bloomberg è “falso” e che, per quest’anno, il governo ha semplicemente bloccato VPN non autorizzate che venivano utilizzate per affari illeciti.

Le fonti di Bloomberg potrebbero però essere affidabili, dato che non è la prima volta che assistiamo a simile retorica da parte delle autorità cinesi. In realtà la Cina inserisce già indirizzi IP e domini di server VPN conosciuti in una blacklist, ad intervalli irregolari. Ciò in passato ha fatto sì che alcune VPN, come Astrill ad esempio, venissero bloccate quasi del tutto. Nella maggior parte dei casi però queste rimangono inattive solo per il tempo necessario ad aggiornare i propri software e gli indirizzi dei server.

Nonostante esista sempre la remota possibilità che un giorno si possa sferrare l’attacco “definitivo” in grado di bloccare tutte le VPN a tempo indeterminato, verosimilmente queste azioni continueranno a causare interruzioni del servizio solo parziali e temporanee. Per cui non è il caso di farsi prendere dal panico. Probabilmente gli utenti delle VPN che vivono in Cina saranno in grado di aggirare la censura ancora per molto tempo, pur dovendo fare i conti con interruzioni di servizio o trovandosi costretti a cambiare VPN.

Detto questo, tutte le VPN che abbiamo elencato operano in Cina da molto tempo e hanno imparato a superare i blocchi e gli ostacoli che il governo cinese cerca di imporre; non sembrano esserci le premesse perché qualcosa cambi a breve.

In quali casi è più probabile che la VPN che utilizzate venga bloccata?

Il Great Firewall è in grado di bloccare un server VPN in qualsiasi momento, ma quasi sempre i blocchi avvengono tutti contemporaneamente. Infatti bloccare un indirizzo IP di un singolo server non sarebbe un metodo efficace, dato che chi utilizza le VPN potrebbe semplicemente passare ad un altro server. Per questo, solitamente, la Cina blocca un elevato numero di server contemporaneamente.

Questi blocchi si verificano più di frequente in corrispondenza di eventi che hanno una rilevanza politica. Come ad esempio in corrispondenza della data del 4 giugno, l’anniversario del massacro di piazza Tiananmen avvenuto nel 1989. Di questo episodio, una delle pagine più nere della storia del partito comunista cinese, viene eliminata ogni traccia o riferimento sui siti Internet cinesi.

Ciò avviene anche durante meeting o conferenze importanti, come è accaduto di recente in occasione del “Belt and Road Summit” tenutosi a maggio. Per mantenere il dissenso politico sotto silenzio, in occasione di questi eventi i server VPN e altri contenuti e servizi di Internet vengono inseriti nelle blacklist della censura.

A volte tali limitazioni sono permanenti, mentre in altri casi hanno una durata limitata. Ad ogni modo, quasi tutti i fornitori di VPN sono in grado di ripristinare il servizio entro pochi giorni.

Google Play e Android in Cina

Google Play in Cina è bloccato, così come gli altri servizi di Google. Ciò significa che la versione per Android dell’app del fornitore della VPN potrebbe non essere accessibile.

Invece di utilizzare Google Play, coloro che vivono in Cina sono costretti ad utilizzare portali app di terze parti. Ce ne sono tantissimi ma non è detto che abbiano a disposizione l’app che vi interessa. Di recente la Cina ha imposto ai portali app che operano all’interno del Paese di eliminare tutte le app delle VPN. In realtà, era già praticamente impossibile trovare le VPN elencate in questo tipo di siti.

Se possedete un dispositivo Android e avete in programma di recarvi in Cina vi consigliamo vivamente di abbonarvi ad una VPN prima di mettervi in viaggio. Se siete già all’interno dei confini cinesi verificate sul sito Internet del fornitore della VPN se è possibile scaricare un file APK, che altro non è che il file di installazione di una app per Android. Per far sì che l’installazione vada a buon fine dovete anche cambiare l’impostazione sul dispositivo, per consentire installazioni da fonti sconosciute. Ricordate anche che le app che vengono installate tramite un file APK non vengono aggiornate automaticamente.

Se scaricate APK da portali di terze parti, fate attenzione perché spesso questi file non provengono da Google Play né dal sito ufficiale dell’app stessa e talvolta contengono malware o altri software dannosi.

Se vi trovate in Cina e avete una VPN installata sul vostro computer o laptop ma non sul cellulare Android, potete provare ad effettuare il cosiddetto “sideload”, il trasferimento locale dell’applicazione. Ci sono vari modi per farlo ma il più semplice è quello di scaricare il file APK sul computer e poi trasferirlo sul cellulare mediante un collegamento con cavo USB. Una volta terminato il trasferimento, il file sarà sul vostro telefono e potrete facilmente accedervi e installarlo.

Great Wall of China” – Keith Roper – licenza CC BY 2.0

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